Kilimangiaro di Alessandro…è il gelato ad Orbetello

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Ci sono luoghi nei quali si passa e altri nei quali ci si deve fermare. Ed a Orbetello il rito della passeggiata sul Corso non può davvero cominciare senza una sosta al Kilimangiaro, ovvero da Alessandro e dal suo gelato dai mille gusti.

Alessandro è ormai una figura storica e iconografica del Corso: seduto davanti alla sua gelateria, sorridente, spiritoso, pronto alla battuta, sembra quasi far parte dell’arredo urbano di Orbetello. Un personaggio che negli anni è diventato un mito per uomini e donne che arrivano, passeggiano, si incontrano e finiscono per conoscere lui insieme ai suoi gelati.

Perché al Kilimangiaro non si va soltanto per scegliere tra mille gusti. Si va anche per incontrare Alessandro…con l’attenta coniuge, scambiare una parola, ascoltare una battuta, osservare quel piccolo mondo che gli passa davanti…

D’inverno, quando il Corso conosce le affascinanti solitudini e ogni passo sembra risuonare sulle pietre, Alessandro resta uno dei suoi punti fermi. D’estate, invece, quando il passeggio diventa un intenso calpestio di sandali, scarpe e piedi vacanzieri, il Kilimangiaro diventa la boa attorno alla quale gira il piccolo mare umano di Orbetello.

E proprio in pochi metri sembra concentrarsi un curioso itinerario dei sensi e della mente: le essenze del vicino profumiere artigianale, il richiamo irresistibile del gelato, i libri e la cultura della libreria Bastogi. Profumi, pagine e sapori: difficile attraversare questo piccolo triangolo del piacere senza concedersi il proprio gusto prediletto.

C’è chi resta fedele alle creme, chi cerca il cioccolato, chi vuole la frutta e chi, ogni volta, promette di cambiare gusto per poi ordinare sempre lo stesso…e con la menta…scomparsa quasi ovunque. Ma forse è proprio questo il bello dei piccoli riti: ripeterli sapendo già che ci renderanno felici.

E Alessandro, cinefilo sorridente e spiritoso, potrebbe salutare il cliente indeciso prendendo scherzosamente in prestito la celebre inflessione cinematografica resa immortale da Amedeo Nazzari:

«E chi non prende il gelato da me… peste lo colga!»

Naturalmente detto col sorriso: sul Corso di Orbetello, prima ancora del gelato, il gusto è quello di rimanere sereni….

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