UOMINI E NONNE

Cronache semiserie di coppie dove lui cresce poco

In Italia c’è un fenomeno misterioso, studiato da sociologi, antropologi e da tutte le donne che hanno avuto almeno una relazione: l’uomo-bambino.
Non è un’offesa, è una categoria sociale. Una specie protetta. Un patrimonio culturale nazionale.
E accanto a lui, inevitabilmente, c’è lei: la nonna.
Non perché sia anziana, ma perché è costretta a fare da adulta per due.
Un Paese dove gli uomini maturano a 45 anni (forse)
Dopo il regime e il dopoguerra, le donne italiane hanno fatto un upgrade:
sono passate da “angeli del focolare” a “manager  multitasking”.
Lavoro, figli, casa, famiglia, tutto sulle loro spalle.
È Il retaggio culturale che non vuole morire;
In molte case italiane sopravvive ancora un’idea antica:
la donna come madre-moglie-devota, l’uomo come figlio da accudire.
Non è cattiveria, non è incapacità: è cultura.
Una cultura che ha insegnato agli uomini che la casa “non è affar loro”, che le emozioni “non si gestiscono”, che la cura è “roba da donne”.
E così, mentre le donne correvano per tenere insieme lavoro, figli, casa e identità personale, molti uomini restavano fermi in un ruolo infantile, quasi protetto.
La donna diventa adulta. L’uomo resta ragazzo.
Il risultato è una dinamica che molte coppie conoscono bene:
lei che pensa a tutto, lui bloccato nella versione 1.0:
la lavatrice ha troppi pulsanti,
la lista della spesa è un concetto filosofico,
E l’aiuto una gentile concessione. Fortunatamente con le nuove generazioni questo processo sta scomparendo e non esiste più le figure mistica, cosiddetta, “mammo” ma esistono solo i papà, non più “figli adottivi” ma veri compagni di vita.
La parità come premio fedeltà
In Italia, la parità non è un diritto: è un percorso a ostacoli.
Le donne devono lavorare il doppio, correre il triplo, incastrare tutto come Tetris livello esperto…
per poi sentirsi dire:
“Eh ma ormai siete uguali agli uomini”.
UGUALI ?! Avete mai sentito  chiedere ad un uomo durante un colloquio di lavoro “lei desidera avere figli” oppure “Ah lei a figli, riesce a far combaciare la sua vita privata e il lavoro e ?”
Un cambiamento possibile
Non si tratta di accusare gli uomini, ma di riconoscere un modello culturale che non funziona più.
La cura non è femminile.
La responsabilità non è femminile.
La maturità non è femminile.
La soluzione non è fare le dure.
È smettere di fare le nonne.
Perché quando una donna smette di accudire, l’uomo è costretto — finalmente — a crescere.
E magari scopre che essere adulto non è poi così male.

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