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Dall’albero di Natale più grande del mondo alla millenaria Festa dei Ceri, un piccolo angolo di Gubbio dove storia, tradizione e cordialità si incontrano.
C’è una città nel cuore dell’Umbria che sembra uscita da un libro di fiabe. È Gubbio, con le sue pietre antiche, le stradine medievali, i palazzi solenni e quella straordinaria capacità di conservare intatta la propria identità attraverso i secoli.
A dicembre Gubbio si veste di magia. Sul Monte Ingino si accende il celebre albero di Natale più grande del mondo, 670 metri, un gigantesco disegno luminoso che abbraccia la montagna, sovrasta la città e regala uno spettacolo indimenticabile.
E se poi arriva la neve, quella vera, capace di imbiancare i tetti, le torri e le antiche mura, Gubbio diventa un presepe vivente.
Ma dopo aver passeggiato tra le sue bellezze, con il freddo che pizzica il viso e le mani che cercano riparo nelle tasche, come si può non andare a riscaldarsi con un buon caffè da Fausto e Donatella?
Il loro Illy Caffè, affacciato sulla splendida Piazza Quaranta Martiri, accanto alla storica Loggia dei Tiratori, è uno di quei luoghi dove il piacere di una sosta si accompagna al calore di un’accoglienza sincera.
Qui il caffè non è soltanto una bevanda. È un’occasione per fermarsi, conversare, sorridere, scambiarsi qualche impressione sulla città e magari ascoltare un racconto della sua storia.
Fausto e Donatella rappresentano quella bella tradizione italiana dell’ospitalità fatta di gesti semplici, di cordialità e di rapporti umani che trasformano un esercizio commerciale in un luogo di incontro.
Poi l’inverno se ne va.
La primavera torna a illuminare le pietre medievali, i giardini si riempiono di verde e Gubbio si prepara a vivere uno dei momenti più intensi della propria identità: la Festa dei Ceri, il 15 maggio.
È la festa di Sant’Ubaldo, patrono della città, ma anche quella di San Giorgio e Sant’Antonio Abate, i tre santi rappresentati dai giganteschi Ceri che attraversano Gubbio in una corsa spettacolare, tra entusiasmo, devozione e tradizione.
Tre Ceri, tre colori, tre appartenenze profondamente sentite. Una passione che si tramanda
E allora, dopo aver ammirato le piazze e le vie medievali, dove discutere del Cero di Sant’Ubaldo, di quello di San Giorgio o di Sant’Antonio, se non seduti ai tavolini dell’Illy Caffè?
Magari davanti a un espresso, lasciandosi accarezzare dall’aria primaverile e respirando il profumo del verde dei giardini di Piazza Quaranta Martiri: perché Gubbio non è soltanto una città da visitare, è una città da vivere, da ascoltare, da amare.
E in questo piccolo viaggio attraverso le stagioni, tra le luci del Natale e i colori dei Ceri, ci sono due volti amici che rendono ancora più piacevole il soggiorno , per cui da Fausto e Donatella, all’Illy Caffè di Gubbio, c’è sempre una buona ragione per tornare.






