Certosa di San Martino Napoli: storia, curiosità e segreti del tesoro sul Vomero

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Certosa di San Martino Napoli: storia, curiosità e segreti del tesoro sul Vomero

La Certosa di San Martino di Napoli è uno dei luoghi più affascinanti della città. Situata sulla collina del Vomero, accanto a Castel Sant’Elmo, domina Napoli e il Golfo da una posizione panoramica straordinaria ed è oggi considerata uno dei grandi tesori del barocco napoletano. Museo dal 1867, conserva collezioni che vanno dal Quattrocento all’Ottocento e un percorso che attraversa chiesa, chiostri, giardini, presepi, navi, carrozze e memorie della città.

Le origini della Certosa di San Martino a Napoli

La storia della Certosa di San Martino Napoli comincia nel 1325, quando il complesso fu fondato da Carlo di Calabria, figlio di re Roberto d’Angiò. Per la sua realizzazione fu chiamato Tino di Camaino, e dell’impianto originario restano ancora oggi i grandiosi sotterranei gotici, considerati una rilevante opera di ingegneria.

Perché si chiama Certosa di San Martino

Il nome deriva dalla sua natura originaria di certosa, cioè monastero dell’ordine certosino, dedicato a San Martino. Per secoli fu quindi uno spazio di vita monastica, preghiera e clausura, prima di trasformarsi progressivamente in uno dei più importanti complessi museali di Napoli.

Da monastero gotico a capolavoro barocco

Uno degli aspetti più affascinanti della Certosa è la sua trasformazione nel tempo. A partire dal 1581 prese avvio un grande progetto di ampliamento affidato a Giovanni Antonio Dosio, destinato a mutare il severo aspetto gotico in una veste più ricca e raffinata. Dal 1623 al 1656 il grande protagonista di questa metamorfosi fu Cosimo Fanzago, che lasciò un’impronta fortissima sugli ambienti del monastero e contribuì a farne uno dei simboli del barocco napoletano.

La Certosa di San Martino tra rivoluzione, abbandono e rinascita

La Certosa attraversò anche momenti difficili. Subì danni durante la rivoluzione del 1799, fu occupata dai francesi, venne utilizzata dai militari come Casa degli Invalidi di Guerra dal 1812 al 1831 e conobbe ulteriori fasi di abbandono e restauri. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, nel 1866 fu destinata a museo per volontà di Giuseppe Fiorelli e aperta al pubblico nel 1867.

Il Chiostro Grande e gli spazi più suggestivi della Certosa

Tra i luoghi più iconici del complesso c’è il Chiostro Grande, vero simbolo della Certosa. In origine accoglieva le celle dei monaci, oggi trasformate in sale museali, e custodisce una monumentale cisterna realizzata in una fase successiva di ampliamento. Il percorso del museo si sviluppa inoltre tra chiostri, giardini e terrazze, offrendo una visita che unisce arte, architettura e paesaggio.

La Chiesa della Certosa di San Martino

La Chiesa della Certosa è uno dei grandi capolavori del complesso. Il sito ufficiale dei Musei del Vomero la definisce un vero trionfo del barocco napoletano e quasi un museo della pittura e della scultura tra Seicento e Settecento. Al suo interno si trovano affreschi di Lanfranco e Luca Giordano, insieme a opere di Ribera, Guido Reni, Battistello Caracciolo e Massimo Stanzione.

Il museo e le collezioni da non perdere

Oggi la Certosa è anche un grande museo dedicato alla storia e alla cultura artistica napoletana. Tra le sezioni più importanti ci sono quelle dedicate ai presepi, alla storia navale, alle immagini e memorie della città e del Regno, all’Ottocento napoletano, alle carrozze e alle arti decorative. Il complesso viene descritto dal Ministero della Cultura come custode privilegiato della storia artistica di Napoli e dell’ex regno borbonico.

Il Presepe Cuciniello e le curiosità più famose

Tra le opere più amate della Certosa di San Martino Napoli c’è il celebre Presepe Cuciniello, considerato un simbolo dell’arte presepiale napoletana tra Sette e Ottocento. Fu donato al museo dal collezionista Michele Cuciniello nel 1879 ed è ancora oggi una delle attrazioni più note del complesso.

La Tavola Strozzi e la memoria visiva di Napoli

Un altro tesoro straordinario custodito nella Certosa è la Tavola Strozzi, definita dal sito ufficiale uno dei più preziosi documenti iconografici della Napoli quattrocentesca. Il Ministero la considera il primo dipinto della storia a raffigurare la città, con vedute del porto, dei quartieri e della collina del Vomero ancora verdeggiante, dove compaiono la Certosa nella sua veste gotica e l’antico Belforte, poi divenuto Castel Sant’Elmo.

Le navi, le carrozze e gli altri segreti del museo

La Certosa sorprende anche per collezioni che molti non si aspettano in un ex monastero. Tra queste spicca la Lancia a 24 remi di Carlo di Borbone, costruita nel quarto decennio del Settecento dalle maestranze dell’arsenale di Napoli e consegnata al museo nel 1874. Questo intreccio tra spiritualità, arte, memoria urbana e storia del Regno rende San Martino un luogo davvero unico nel panorama napoletano.

Perché la Certosa di San Martino è uno dei luoghi più importanti di Napoli

La Certosa di San Martino è uno dei luoghi più importanti di Napoli perché riesce a unire in modo rarissimo architettura, collezioni, panorama e memoria storica. È insieme monastero medievale, capolavoro barocco, museo cittadino e belvedere sul Golfo. Proprio questa ricchezza la rende una tappa fondamentale per capire davvero l’identità artistica e culturale di Napoli.

Certosa di San Martino Napoli: un luogo da conoscere davvero

Raccontare la Certosa di San Martino Napoli significa raccontare una città che sa custodire secoli di storia in un unico luogo. Qui convivono il silenzio della vita monastica, la magnificenza del barocco, la memoria del Regno di Napoli e una delle viste più emozionanti della città. È uno di quei posti che non si limitano a essere visitati: restano impressi.

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