Oggi Humanitas Partenopea era nella Chiesa delle Sorelle Povere di Santa Chiara, un angolo di Cavalleggeri, dove lontani dall’euforia incalzante della contigua Coppa America, invece si vive , con pace e francescana fede, la festa della Pentecoste.
Dopo cinquanta giorni dalla Pasqua, in uno dei momenti più importanti del Cristianesimo , si ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, che impauriti e chiusi nel cenacolo, ricevono lo Spirito Santo sotto forma di “lingue di fuoco” e trovano il coraggio di parlare a tutti i popoli e di annunciare un messaggio universale di pace, fraternità e speranza.
Avveniva dunque, come noi di questi tempi terribili nella scuola, nella vita, nel mondo, per cui con questa ricorrenza dobbiamo operare per il superamento della paura, avere la capacità di comprendersi tra persone diverse, e fondare la nascita di una comunità con il dialogo, nella pace e riconciliazione.
Ed oggi l’Intelligenza Artificiale può essere un ulteriore strumento , come peraltro indica il nostro risorto Leone, per la crescita dei popoli diminuendo le disuguaglianze, svelando le verità, venendo in aiuto alla compassione umana e soprattutto non servire alle guerre, ed al controllo dei popoli o al profitto senza responsabilità.
Anche laicamente, è il tempo di costruire ponti e non muri, favorire il dialogo tra culture, liberare momenti per relazioni più umane e solidali, migliorare la salute, l’educazione e la giustizia, non a caso Sanità, Scuola, Sociale sono il campo della nuova pacifica sfida in Italia, quanto nel mondo.
Ed il buon padre Leonardo , già parroco e cappellano dell’Ospedale più prestigioso della città di Napoli il Cardarelli, ha auspicato che similmente alla Pentecoste con lo Spirito Santo , così pure l’AI, se guidata eticamente, potrebbe diventare uno strumento di collaborazione e pace tra le persone e i popoli.
Sarebbe stata quindi una domenica di pace, ma l’animo eternamente birichino, definito da altri in maniera ben diversa (sic), del portavoce di Humanitas Partenopea, la nostra Associazione viva ed anche enologicamente presente in AiutaNapoli.com e in www.laterrazzaletteraria.it, non avesse ricordato a padre Leonardo che l’AI (INCREDIBILE) rende edotti dell’esistenza di almeno un apostolo donna, la grande Maria Maddalena , spesso chiamata “apostola degli apostoli” , ed anche Giunia , citata da San Paolo nella Lettera ai Romani come “insigne tra gli apostoli”.
Se ne deduce che il maschilismo regnerebbe anche in Vaticano, e con grande gioia delle suore delle Sorelle Povere di Santa Chiara, le guerriere in saio Suor Maria Chiara e Suor Paola, prima o poi anche sull’altare avremo sacerdoti di sesso femminile, e non miti sussidiarie di lontani Concili.
Contestato a padre Leonardo, pazientissimo, e con un sorriso, anche l’invito all’inchino nella benedizione di fine Messa…..MAI nominato, imposto nei Vangeli, né Scritture: il nostro Maestro ha sempre predicato la dignità della libertà e del libero arbitrio, poi sono arrivati i manovali del potere terreno; peraltro lo scrivente ha anche contestato che dopo la perentorietà dell’inchino, dovrebbe esistere, così come per i militari, anche l’ordine alla precedente postura eretta dell’uomo, diversamente si sfida chiunque ad un segno di Croce, se piegati in umile inchino…
Povero caro Don Leonardo….buona Pentecoste da Humanitas Partenopea.





