Gli attivisti Pugliese e Russo chiedono chiarezza sul futuro della fontana abbandonata: riqualificazione o soluzione alternativa per Piazza Salvemini.
Il quartiere di Bagnoli, con le sue infinite potenzialità e le sue cicatrici ancora aperte, torna al centro del dibattito pubblico grazie all’instancabile azione degli attivisti locali. Questa volta, l’attenzione è puntata su un simbolo di degrado che deturpa una delle piazze principali: la fontana di Piazza Salvemini. In un contesto dove la riqualificazione urbana dovrebbe essere una priorità assoluta, l’opera incompiuta e abbandonata rappresenta un monito amaro. È in questo scenario che si inserisce la campagna “Opere incompiute, zero utilità”, promossa con tenacia da Rosario Pugliese e Roberto Russo, due voci autorevoli della cittadinanza attiva che non si arrendono di fronte all’inerzia istituzionale e al lento declino di spazi vitali per la comunità. La loro battaglia non è solo per un pezzo di cemento e acqua, ma per il rispetto e la dignità di un intero quartiere che merita ben altro.
Il degrado di Piazza Salvemini: una ferita aperta nel cuore di Bagnoli
La fontana di Piazza Salvemini non è un semplice elemento architettonico trascurato, ma è diventata il triste emblema di una riqualificazione incompiuta e di una promessa mancata. Quella che avrebbe dovuto essere un’oasi di freschezza e bellezza, un punto di aggregazione e un elemento di pregio estetico, si è trasformata in una vera e propria palude urbana. La vasca, infatti, è costantemente riempita da acqua stagnante e putrida, un ambiente ideale per la proliferazione di insetti di ogni genere, zanzare in primis, che rendono invivibile l’area circostante. A questo si aggiunge un persistente e sgradevole odore, che si propaga nell’aria, compromettendo seriamente la qualità della vita dei residenti e di chiunque si trovi a transitare o a voler godere della piazza. Il problema va ben oltre il mero aspetto estetico: si tratta di una questione di igiene pubblica, di decoro urbano e, in ultima analisi, di vivibilità per un quartiere che lotta quotidianamente per riscattarsi e offrire ai suoi abitanti spazi all’altezza delle loro aspettative. Lasciare che un’opera pubblica versi in queste condizioni significa non solo spreco di risorse, ma anche un profondo disprezzo per il benessere dei cittadini.
La richiesta di chiarezza e l’appello alle istituzioni
Gli attivisti Pugliese e Russo non si limitano a denunciare lo stato delle cose, ma avanzano richieste precise e concrete. «È necessario – dichiarano con forza – che venga fatta chiarezza sul futuro della fontana». Non è più accettabile, secondo loro, l’atteggiamento di silenzio o di rimpallo di responsabilità che spesso accompagna situazioni simili. Chiedono agli enti preposti, siano essi comunali o di altra natura, di agire con trasparenza e determinazione. La prima mossa fondamentale, a loro avviso, consiste nel verificare con precisione la scheda tecnica degli interventi necessari. È indispensabile capire quali siano le reali condizioni strutturali e impiantistiche della fontana, quali lavori siano effettivamente necessari per un suo ripristino e, soprattutto, quali siano i costi associati a tali interventi. Solo attraverso un’analisi dettagliata e pubblica si potrà prendere una decisione informata e responsabile. La cittadinanza ha il diritto di sapere e di partecipare al processo decisionale, specialmente quando si tratta di spazi pubblici che incidono direttamente sulla loro quotidianità e sul loro benessere. L’obiettivo è restituire alla città una struttura che, se funzionante, potrebbe rappresentare un valore aggiunto, anziché un problema.
Riqualificazione o alternativa: le proposte sul tavolo
La campagna “Opere incompiute, zero utilità” non si fossilizza su un’unica soluzione, ma propone un approccio pragmatico e orientato al risultato. Pugliese e Russo delineano due scenari possibili, entrambi volti a porre fine all’attuale stato di degrado. Il primo scenario prevede la riqualificazione e la rimessa in funzione della fontana, ma solo se tale operazione si rivelasse «tecnicamente ed economicamente sostenibile». Questo implica che i costi e la complessità degli interventi non debbano essere sproporzionati rispetto al beneficio atteso. Se il ripristino fosse fattibile e conveniente, la fontana dovrebbe essere riportata al suo splendore originale, diventando nuovamente un elemento di pregio per la piazza. Tuttavia, gli attivisti non escludono una seconda opzione, altrettanto valida e forse più realistica in certi contesti. «Diversamente – suggeriscono – sarebbe più opportuno individuare una soluzione alternativa». Tra le proposte concrete, spicca l’idea della piantumazione di un albero al centro della piazza. Un albero non solo risolverebbe il problema dell’acqua stagnante e degli insetti, ma offrirebbe anche un prezioso contributo al verde urbano, migliorando la qualità dell’aria, fornendo ombra durante i mesi caldi e creando un ambiente più accogliente e vivibile. L’obiettivo primario è evitare di lasciare «un’opera inutilizzata e in stato di degrado permanente», trasformando un problema in un’opportunità di miglioramento per la comunità.
Un gesto concreto di amore per il quartiere: l’offerta di contributo
La serietà e l’impegno degli attivisti non si esauriscono nelle denunce e nelle proposte. Rosario Pugliese e Roberto Russo hanno lanciato anche una proposta di collaborazione che va ben oltre il semplice appello civico. Dimostrando un profondo attaccamento al loro quartiere e una sincera volontà di agire, hanno dichiarato la loro disponibilità a contribuire personalmente. «Se dovesse emergere che gli interventi necessari hanno un costo contenuto e sono realmente realizzabili, siamo pronti a fare la nostra parte», affermano con convinzione. La loro offerta è chiara e diretta: sono disponibili a contribuire personalmente, attraverso una donazione, al finanziamento dei lavori. Questo gesto non è solo un esempio di cittadinanza attiva, ma un vero e proprio atto d’amore verso Bagnoli, un segno tangibile di come la collaborazione tra cittadini e istituzioni possa portare a risultati concreti. È un invito a superare le barriere burocratiche e a unire le forze per il bene comune, dimostrando che con la buona volontà si possono superare ostacoli che sembrano insormontabili. Un tale spirito di iniziativa dovrebbe essere un modello per tutti e un incoraggiamento per le amministrazioni a dialogare e agire.
Bagnoli merita di più: l’appello finale per spazi dignitosi
In conclusione, il messaggio degli attivisti è forte e chiaro: «Bagnoli merita spazi pubblici decorosi, funzionali e pienamente fruibili». Non si può accettare che le opere incompiute o lasciate all’abbandono diventino la normalità in un quartiere che ha già sofferto troppo e che cerca con fatica la sua rinascita. La fontana di Piazza Salvemini è solo un esempio, ma emblematico, di una situazione che necessita di risposte urgenti e definitive. La palla passa ora alle istituzioni, chiamate a dimostrare un reale interesse per il benessere dei cittadini e per la valorizzazione del territorio. È arrivato il momento di dare una risposta definitiva ai cittadini di Bagnoli, non solo per la fontana, ma per tutti quegli spazi che attendono di essere restituiti alla loro piena funzionalità e bellezza. AiutaNapoli.com continuerà a seguire questa vicenda, dando voce a chi si batte per una Napoli migliore, un quartiere alla volta, un’opera incompiuta alla volta.





