Questo contenuto è stato redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e successivamente rivisto dalla redazione.
Le immagini pubblicate in questa pagina sono fotografie reali modificate con strumenti di intelligenza artificiale.
QUANDO LA CHIRURGIA INCONTRA L’ENDOSCOPIA, TRA MAESTRIA, UMANITÀ E UN PIZZICO DI ORGOGLIO
Il professor Luigi Sivero, il professor Saverio Siciliano, il dottor Domenico Ferrara e Marianna, la maga delle vene: una squadra nella quale professionalità, pazienza ed empatia diventano parte integrante della cura.
NAPOLI – C’è un luogo, nel grande Policlinico Universitario Federico II, dove l’endoscopia non è soltanto una procedura diagnostica o terapeutica, ma diventa anche una dimostrazione di abilità, esperienza, sensibilità umana e capacità di insegnamento.
Siamo al Padiglione 6, dove alcuni chirurghi sembrano voler ricordare, con un pizzico di legittimo orgoglio, che la loro professione non si esaurisce nella sala operatoria, ma si estende anche a quel mondo affascinante e delicato che è l’endoscopia digestiva.
Qui incontriamo il professor Luigi Sivero, il professor Saverio Siciliano e il dottor Domenico Ferrara, professionisti ai quali vogliamo dedicare queste righe non soltanto per la maestria tecnica, ma soprattutto per un modo di esercitare la medicina che mette al centro l’essere umano.
Perché introdurre uno strumento endoscopico richiede conoscenza anatomica, precisione e manualità. Ma accompagnare il paziente durante un esame che spesso suscita timore richiede qualcosa di più: pazienza, attenzione, capacità di rassicurare e quella preziosa empatia che nessuna apparecchiatura, per quanto sofisticata, potrà mai sostituire.
Chirurghi ed endoscopisti: una simpatica rivalità
C’è poi un aspetto che merita di essere raccontato con un sorriso.
I chirurghi del Padiglione 6 sembrano rivendicare, con garbata ma evidente fierezza, una loro particolare identità professionale: «Noi non facciamo soltanto endoscopie. Noi siamo anche chirurghi, sappiamo operare!»
È questo, in sostanza, il messaggio che traspare da una simpatica e sottile competizione con il mondo della gastroenterologia.
Due culture mediche che talvolta si confrontano, magari si punzecchiano, ma che hanno un obiettivo comune e questa volta, in una gara nella quale non occorre proclamare alcun vincitore, a guadagnarci è soprattutto il paziente.
Ma al Padiglione 6 , dove la piastra di Endoscopia Digestiva fu inaugurata nel 2018, colpisce anche un’altra qualità: la disponibilità a spiegare e ad insegnare.. nella foto ci sono la terza generazione, gli studenti, che un domani sarà preparata alla sostituzione in una arte in cui la vera competenza, non teme di essere condivisa, anzi, trova nella trasmissione del sapere una delle sue espressioni più nobili.
Ed è particolarmente significativo che questo avvenga in un Policlinico universitario, dove il medico non deve essere soltanto un professionista preparato, ma anche un maestro capace di formare chi verrà dopo di lui.
Il professor Sivero, il professor Siciliano e il dottor Ferrara rappresentano, nel ritratto che desideriamo proporre, proprio questo connubio fra capacità tecnica e dimensione umana, e poi c’è Marianna, che definiamo la maga delle vene.
In ogni reparto esistono figure che conquistano la fiducia dei pazienti attraverso gesti apparentemente semplici, ma che semplici non sono affatto ed al Padiglione 6 c’è Marianna, alla quale attribuiamo scherzosamente un titolo che vale più di tante onorificenze: la maga delle vene.
Perché trovare un accesso venoso, soprattutto quando le vene sembrano volersi nascondere, e non si esce dagli ospedali con il blu della sofferenza agli arti superiori , è un’arte fatta di esperienza, sensibilità tattile, sicurezza e delicatezza con un sorriso ed una parola rassicurante: anche questi piccoli grandi gesti contribuiscono a rendere meno difficile il percorso di chi deve sottoporsi a un accertamento.






