Ho una bella nipote di nome Eleonora, e lei ha una figlia, Letizia, se possibile ancora più bella. Ma, al di là delle bellezze di famiglia — sulle quali uno zio è inevitabilmente poco imparziale — ci sono soprattutto una mamma che sa impegnarsi con serietà nel dovere, nella sanità… la piccola nella scuola e nei rapporti con le compagne…ed entrambe con il sorriso.
Ho pensato allora che un piccolo regalo potesse avere un significato assai più grande del suo valore materiale: far giungere qualcosa dal loro nonno, mio padre, fino a questa nuova generazione
Eccomi così dal notaio, per trasformare una semplice azione in un piccolo filo che attraversa il tempo.
Mi sono rivolto, come già in un’altra occasione, a un professionista dell’arte notarile, presente a Grosseto e nella mia più vicina Orbetello: il notaio Roberto Baldassarri.
Questa volta, però, ho avuto voglia e tempo di osservare meglio ciò che accade prima di quel momento solenne che tutti chiamiamo semplicemente “l’ATTO”. E forse ho compreso qualcosa di più di come si costruisca, nel tempo, la notorietà e la stima di un professionista.
Alla reception ho conosciuto Pamela, la multitasking.
A guardarla lavorare viene quasi il sospetto che non sia soddisfatta dei limiti imposti dall’anatomia umana: soltanto due mani, una sola fonte della parola e appena due dell’ascolto! Perché riesce, con impressionante naturalezza, a collegare richieste, risposte, telefonate, appuntamenti, documenti e persone, mentre un pubblico inizialmente eterogeneo finisce quasi miracolosamente collocato in un’ordinata attesa.
Poi ho conosciuto Elisa, che potrei definire la bodyguard, non del notaio, ma delle carte destinate ad arrivare sulla sua scrivania.
Una custode rigorosa dell’ordine e della chiarezza: documenti controllati, sistemati, verificati, perché nulla giunga confuso o incompleto al momento decisivo. Così che, quando tutto arriva al notaio, rimangano la lettura, le ultime verifiche e quel suggello finale che trasforma un insieme di carte in un atto destinato ad avere valore nel tempo.
Ma allora, qualcuno potrebbe chiedersi: dov’è il merito del dottor Roberto Baldassarri?
Domanda ancor più interessante quando un professionista raggiunge un successo capace di attirare quella sottile attenzione dei colleghi che può essere talvolta sorpresa, talvolta curiosità e magari persino critica.
Ebbene, come disse un antico pensatore d’Oriente, di nome Mauro, la capacità di un capo non consiste nel circondarsi semplicemente di collaboratori.
Consiste innanzitutto nel saper riconoscere persone che possiedano meriti e capacità intrinseche, poi nel saperle mettere nelle condizioni di esteriorizzarle; quindi nel consentire loro di confermarle nel tempo e, successivamente, di ottimizzarle.
E soprattutto significa riuscire, con l’esempio, con il garbo, con le proprie capacità — e, perché no, anche con le giuste motivazioni economiche — a trasformare tante individualità capaci in una squadra, nella quale ciascuno sappia cosa fare e tutti riconoscano una guida indiscussa.
È probabilmente questa una delle qualità meno appariscenti, ma più importanti, di chi diriga uno studio professionale.
Bravo, notaio Baldassarri.
Questo è ciò che ho percepito entrando nel suo studio e osservando le due collaboratrici che ho avuto occasione di conoscere: penso che le altre non siano dissimili. Ed è da tutto questo che deriva quella particolare sensazione che altresì denominiamo soddisfazione …. quella con cui si esce da via F. Domenico Guerrazzi 11, Orbetello.





