Obesità grave e trattamento chirurgico.
Negli ultimi vent’anni l’obesità ha assoluto un ruolo emergente tra le malattie più gravi certamente a causa del suo significativo aumento in tutto il mondo anche nei paesi in via di sviluppo. Questo ha portato alla classificazione dell’obesità come prima causa di morte prevedibile. In effetti, rappresenta una malattia cronica che peggiora nel tempo e non risponde a trattamenti convenzionali. La malattia provoca una trasformazione del corpo a causa di un accumulo di grasso che a sua volta altera la qualità della vita. Secondo questo concetto l’American Obesity Association (AOA) considera la qualità nella vita come l’obiettivo principale nel trattamento dell’obesità in età adulta. L’obesità è di fatto una malattia multifattoriale, che può essere causata da vari fattori come l’ambiente, la dieta, la composizione corporea, il consumo di energia e la genetica. In sintesi, possiamo affermare che alla base della obesità c’è l’evoluzione umana. La percentuale di rischio di mortalità nei pazienti obesi e aumentata di oltre il 5%, mentre aspettativa di vita è ridotta di 10-15 anni rispetto alla popolazione generale di peso normale. Oggi la terapia chirurgica risulta il metodo più utilizzato della obesità, in particolare nella forma grave. Infatti, la chirurgia cosiddetta BARIATRICA mira a ridurre i fattori di rischio medico, come quello cardiovascolare, con una conseguente riduzione della mortalità, nei pazienti con un indice di massa corporea maggiore di 35 migliorando anche la qualità della vita. gli interventi chirurgici possono agire in due molli: limitare la quantità di cibo che lo stomaco può contenere, i cosiddetti interventi restrittivi o diminuire le calorie che possono essere assorbite, interventi di ma l’assorbimento. Le procedure più utilizzate sono la gastroplastica verticale e il bypass gastrico.





