Capalbio ..e il XV Premio Piazza Magenta

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Il Premio Internazionale Capalbio Piazza Magenta nella denominazione ricorda la splendida piazza che nella storia medioevale di Capalbio era l’agorà, ovvero il fulcro delle attività civiche, politiche, economiche , dove il popolo si ritrovava, e dalle cui mura perimetrali si scorgeva la Maremma e il suo mare lontano. Di poi piazza Magenta nella storia del Risorgimento significò una epica battaglia per costruire una terra italica contro l’oppressione austriaca …..ma oggi non si odono più nè le voci del popolo medioevale nè il fragore delle armi italiche contro gli austriaci, ma solo il rumore delle mandibole per la destinazione alimentare della storia , recentemente decisa. E a fronte di una scomparsa piazza Magenta , giustamente IL Tirreno si allinea, con una bellissima foto ed un primo piano marino circondante una  città il cui campanile presenta i segni di una civiltà araba che Capalbio mai ha vissuto. Povero dr. Manfellotto, già direttore de IL Tirreno, che verrà premiato in una cittadina che nella realtà non è sul mare come nella foto, ma a ben 220 metri di altezza in una dolce collina. E’ anche vero che, in sintonia, il Premio Speciale Magenta è stato meritoriamente concesso al noto Carlo Calenda che ci ha permesso di godere della lettura , tutta di un fiato, di “Difendere la libertà,. L’ora dell’Europa”, praticamente un vademecum politico economico strategico, che ogni governante Europeo e dell’orbe terraqueo dovrà avere nella propria lettura accanto alla Bibbia , con Marx e Mao. Un peccato davvero non  goder  più del fascino storico di Piazza Magenta, ma usufruiremo dell’anfiteatro del Leccio;   apparentemente nato con diversità strutturali dalle previsioni mostrate, se pur di egual costo, ha una funzione scenica ottimale nel mezzo della stagione estiva. Un neo anagrafico:  non risulta adeguato alla nostra terza età , non tanto per l’ascesa, quanto per le sedute troppo profonde e su pietre mediamente roventi che non giovano alle patologie caratteristiche vascoloprostatiche. Ma tant’è…che la festa duri e l’agosto si ricordi.

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