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Dalla dr.ssa Rosalba di Placido di Humanitas Partenopea APS:
L’ILLUSIONE DEL GOLFO: L’America’s Cup si prende i Campi Flegrei, la politica abbandona chi trema. Niente soldi per chi ha la casa lesionata dal bradisismo, ma milioni di euro pronti in pochi giorni per rifare il look alle strade dei catamarani di lusso. Nel quadrante flegreo va in scena il paradosso di una politica manageriale che specula sulla bellezza del territorio e volta le spalle alle fragilità dei suoi abitanti.NAPOLI – I rendering istituzionali sono impeccabili, i sorrisi dei rappresentanti politici a favore di telecamera ancora di più. La macchina organizzativa per le regate preliminari dell’America’s Cup sul litorale flegreo avanza a tappe forzate, blindata da una narrazione trionfalistica che snocciola cifre iperboliche: un indotto stimato di un miliardo e mezzo di euro e un afflusso previsto di oltre 2 milioni di visitatori.Ma se si spengono i riflettori della propaganda e si cammina tra le strade di Pozzuoli, di Bagnoli e di Agnano, la cartolina patinata si sbiadisce per fare spazio alla rabbia. Dietro le transenne dei nuovi cantieri si consuma il dramma morale e civile di una terra che balla sotto i colpi della crisi bradisismica e di una popolazione che si scopre, ancora una volta, considerata come un semplice elemento di disturbo logistico o, nel migliore dei casi, come lo sfondo invisibile di un evento per miliardari.Due pesi e due misure: l’efficienza ha il portafoglio pieno, l’emergenza noA svelare il cinismo dell’operazione è una coincidenza temporale che ha il sapore della beffa. Nello stesso momento in cui la Cabina di regia sbloccava con urgenza un piano straordinario da 16 milioni di euro per il restyling stradale di via Coroglio, via Nuova Bagnoli, via Diocleziano e via Nuova Agnano – arterie devastate dai mezzi pesanti dei team privati – e la Città Metropolitana stanziava altri 10 milioni per la logistica della Technical Base Area, a Roma si consumava lo strappo definitivo.In commissione parlamentare sono stati infatti bocciati gli emendamenti al Decreto Campi Flegrei. Respinti i fondi per la messa in sicurezza degli edifici privati, respinti i sostegni per i commercianti locali in ginocchio, respinti gli aiuti economici per le famiglie sgomberate dalle proprie case a causa delle scosse.La logica della politica odierna è tracciata: la burocrazia sa essere fulminea e i soldi si trovano immediatamente se c’è da garantire la viabilità ai tir delle scuderie internazionali; la stessa burocrazia diventa un muro di gomma invalicabile se a chiedere aiuto sono i cittadini che non sanno se l’indomani avranno ancora un tetto sopra la testa. Il fragile, laddove non è monetizzabile o utile al marketing territoriale, viene abbandonato al proprio destino.+————————————+————————————+
| SPESE PER IL GRANDE EVENTO | FONDI PER L’EMERGENZA BRADISISMO |
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| 16 MILIONI € (Restyling strade) | BOCCIATI IN PARLAMENTO |
| 10 MILIONI € (Logistica e banchine)| (Messa in sicurezza e indennizzi) |
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| Stato di avanzamento: IMMEDIATO | Stato di avanzamento: PARALIZZATO |
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La Cumana e il miraggio dei trasporti “a tempo”Il nodo della mobilità flegrea fotografa perfettamente questa gestione predatoria. Per mesi i residenti hanno subito i pesanti disagi della linea Cumana, spezzata nella tratta Bagnoli-Torregaveta a causa dei controlli e dei danni sismici alla galleria di Monte Olibano. Mesi di isolamento e trasporti da terzo mondo per pendolari, studenti e lavoratori.Oggi, per magia, in concomitanza con le regate e l’arrivo dei turisti, i trasporti su ferro ripartono a pieno regime, integrati da piani straordinari di EAV e ANM con corse prolungate e treni aggiuntivi. È la dimostrazione plastica che l’efficienza non è un diritto civile stabile negato per mancanza di risorse, ma una prestazione temporanea concessa all’ospite pagante per non rovinare l’immagine internazionale del Golfo. Finita la festa, il timore dei comitati è che i 47 nuovi treni promessi dalla Regione Campania rimangano un miraggio sulla carta.La rigenerazione urbana come manovra di facciataAnche l’accelerazione dei cantieri nell’area ex Italsider solleva pesanti interrogativi. La consegna formale delle banchine per gli hangar dei team privati è avvenuta nei tempi, ma la bonifica integrale di suoli e fondali – attesa da decenni dalle comunità locali e vincolata ai limiti europei – resta una ferita aperta. Il forte sospetto dei comitati civici è che si tratti di una mera manovra estetica: pulire e lucidare ciò che è visibile alle telecamere globali della Coppa America, nascondendo le magagne storiche sotto il tappeto di un miliardo e mezzo di indotto promesso.La politica ha perso il suo volto umano e la capacità di pianificare il welfare. Usa il territorio come un palcoscenico usa-e-getta, sfruttandone la bellezza naturale ed escludendo chi quel territorio lo vive e lo respira ogni giorno.Il “Giorno Dopo”: la pretesa di dignità della comunità flegreaI comitati civici di Bagnoli e Pozzuoli non firmano una protesta ideologica, ma un atto di accusa contro la speculazione. La richiesta alle istituzioni locali è chiara: non si può accettare che la terra flegrea sia una passerella di lusso mentre i suoi figli vengono lasciati indietro. La comunità esige risposte scritte e vincolanti per il “giorno dopo”, quando i riflettori si spegneranno:Infrastrutture al territorio: Le opere stradali e di banchina pagate dai contribuenti devono restare alla collettività e non essere smantellate o privatizzate.Mare libero: Le piattaforme sul mare allestite per l’evento devono essere riconvertite in spazi di balneazione e spiagge pubbliche completamente gratuite, interrompendo la privatizzazione selvaggia della costa.Sicurezza abitativa: Le istituzioni utilizzino il peso politico di questo evento per pretendere dal Governo centrale lo sblocco immediato dei fondi per la messa in sicurezza delle case colpite dal sisma.Un territorio è fatto di persone, di paure, di case e di diritti. Se la riqualificazione serve solo a fare cassa lasciando i cittadini esposti al pericolo e all’abbandono, allora non è progresso: è una colossale operazione di strumentalizzazione economica sulla pelle dei più fragili. E la comunità flegrea non è disposta a fare da spettatrice.






