Il Prof. Ottavio Iommelli: quando l’agopuntura diventa incontro tra scienza, cultura e umanità
Esistono discipline che attraversano i secoli senza perdere il loro fascino, perché continuano a parlare all’uomo nella sua interezza. L’agopuntura è una di queste. Nata migliaia di anni fa nell’Oriente, essa rappresenta uno straordinario punto d’incontro tra osservazione clinica, conoscenza anatomica, fisiologia, esperienza terapeutica e riflessione filosofica.
Se un tempo qualcuno la considerava una pratica esclusivamente tradizionale, oggi la ricerca scientifica ha dimostrato come molti dei suoi effetti possano essere interpretati attraverso i moderni meccanismi della neurofisiologia, della modulazione del dolore, dell’attivazione delle endorfine e della complessa comunicazione tra sistema nervoso, sistema immunitario e organismo umano. L’antico e il moderno non si contrappongono: dialogano.
È proprio in questo dialogo tra culture che si inserisce la figura del Prof. Ottavio Iommelli, per molti anni Dirigente dell’Unità di Agopuntura dell’Ospedale San Paolo di Napoli, e che ha operato perchè questa Unità Operativa non fossa trasferita dall’Ospedale San Paolo in altro presidio cittadino..
La sua storia professionale non è stata soltanto quella di un medico, ma quella di un instancabile ricercatore della conoscenza. I numerosi viaggi in Oriente non sono stati semplici trasferte professionali: sono diventati un percorso umano e culturale attraverso il quale ha saputo raccogliere esperienze, confrontarsi con maestri di diverse tradizioni, approfondire discipline filosofiche, comprendere il valore della medicina come sintesi tra scienza e persona.
Ogni viaggio ha rappresentato un tassello di una formazione che unisce rigore occidentale e sapienza orientale, anatomia e filosofia, tecnica e ascolto del paziente.
L’agopuntura, nelle sue mani, non è mai stata soltanto l’inserimento di un ago in un punto preciso del corpo. È diventata una medicina dell’equilibrio, nella quale il sintomo viene interpretato all’interno della storia della persona, della sua fisiologia, del suo ambiente e del suo vissuto.
Ora è giunto il momento del pensionamento ospedaliero. Una tappa naturale della vita amministrativa, che però non coincide affatto con la conclusione della sua missione.
Perché la cultura non va in pensione.
L’esperienza non va in pensione.
La passione per l’insegnamento non va in pensione.
Il Prof. Iommelli continuerà infatti a trasmettere il proprio patrimonio di conoscenze come docente e divulgatore, portando la sua esperienza all’interno dell’Associazione APS Humanitas Partenopea, in via di Pozzuoli 86, Napoli-Bagnoli, dove le sue lezioni sono già attese con grande interesse.
Sarà un’occasione preziosa non soltanto per medici e operatori sanitari, ma per tutti coloro che desiderano comprendere come la medicina possa essere, allo stesso tempo, scienza rigorosa e profonda cultura dell’uomo.
In un’epoca nella quale la tecnologia corre velocemente, il Prof. Iommelli ricorda che il sapere autentico nasce dall’incontro tra popoli, dalla curiosità intellettuale, dal rispetto delle tradizioni e dalla continua ricerca della verità.
Come scriveva il filosofo cinese Lao Tzu:
“Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato.”
Forse è proprio questa la lezione più grande dell’agopuntura: curare significa prima di tutto comprendere l’uomo nella sua completezza.
E questo insegnamento, il Prof. Ottavio Iommelli continuerà a donarlo, con la stessa serenità, competenza e passione che hanno contraddistinto una vita interamente dedicata alla medicina.





