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Nel ricordo di Suor Maria Chiara, scomparsa ieri, e nella testimonianza di Suor Paola, che attraverso la musica e il canto continua a trasmettere la gioia della fede.
Esiste una povertà che non è miseria, una rinuncia che non è privazione, un silenzio che non è solitudine. È la povertà liberamente scelta da chi ha deciso di non possedere nulla per poter donare tutto: il proprio tempo, il proprio amore, la propria esistenza.
È la scelta delle Sorelle Povere di Santa Chiara, che a Napoli testimoniano, nella semplicità della loro vita religiosa, la straordinaria attualità del messaggio di San Francesco e Santa Chiara d’Assisi.
Suor Maria Chiara ci ha lasciati ieri. Una notizia che invita non soltanto al raccoglimento e alla preghiera, ma anche a riflettere sul significato profondo di un’esistenza consacrata alla fede, in una società nella quale il valore delle persone viene troppo spesso misurato attraverso il denaro, il successo, la notorietà e il potere
Queste donne hanno scelto una strada radicalmente diversa e Suor Maria Chiara ha per l’appunto fondato l’Ordine delle Sorelle Povere di Santa Chiara.
La loro ricchezza è non avere bisogno della ricchezza. La loro libertà è non essere schiave del possesso. La loro forza è una fede che sa trasformare la rinuncia in dono e la preghiera in amore per il prossimo, SENZA RICEVERE MAI ALCUNA DONAZIONE IN DENARO.
La carità, infatti, non è soltanto offrire qualcosa a chi ne ha bisogno. È anche ascoltare, comprendere, accogliere, condividere una sofferenza, regalare un sorriso a chi ha smarrito la speranza.
E poi c’è Suor Paola, che suona e canta.
La sua musica ci ricorda che la fede non è necessariamente silenziosa e austera. Può diventare melodia, gioia, partecipazione, comunicazione. Può raggiungere il cuore attraverso le note di uno strumento e la dolcezza di una voce.
Il canto di Suor Paola sembra quasi volerci dire che chi ha scelto la povertà evangelica non ha rinunciato AI DONI DELLA PROVVIDENZA, ed il canto e la musica possono essere la compagnia nel viaggio verso il Creatore.
La morte di una religiosa che ha consacrato la propria esistenza a Dio non cancella ciò che ha seminato: rimane l’eredità spirituale della piccola e GRANDISSIMA Suor Maria Chiara, fatta di gesti semplici, di fedeltà quotidiana, di valori che resistono al tempo e forse uomini e donne , immersi nelle preoccupazioni della vita quotidiana, dovremmo fermarci qualche volta a riflettere su queste esistenze apparentemente nascoste.
Perché la povertà evangelica non è il rifiuto del mondo, ma un modo diverso di amarlo. E la carità autentica non cerca applausi, riconoscimenti o gratitudine.
A Suor Maria Chiara un pensiero commosso e una preghiera. A Suor Paola l’augurio di continuare a suonare e cantare, perché la musica possa portare anche fuori dalle mura del convento quel messaggio di pace, fraternità e speranza di cui il nostro tempo ha tanto bisogno.
In fondo, la grande lezione di Santa Chiara è proprio questa: si può essere poveri di beni materiali e immensamente ricchi di umanità.
Le Sorelle Povere di Santa Chiara – Via Leonardo Cattolica, Napoli






